Denti sensibili: cause, sintomi e trattamento della sensibilità dentale

Denti sensibili: cause, sintomi e come trattare la sensibilità dentale

Ti è mai capitato di avvertire una fitta improvvisa e molto intensa bevendo un bicchiere d’acqua fredda, mangiando un gelato o semplicemente passando lo spazzolino sui denti? Si tratta di un fastidio associato ai denti sensibili, un problema piuttosto comune che può presentarsi occasionalmente oppure diventare così frequente da condizionare l’alimentazione e le normali abitudini di igiene orale.

La sensibilità dentale non è però una diagnosi da dare per scontata, anzi, costituisce un sintomo che può insorgere per diverse problematiche. Dietro un dente particolarmente sensibile al freddo possono esserci fenomeni relativamente semplici da gestire, come l’esposizione della dentina, ma anche una carie, una recessione gengivale, un dente incrinato o un problema della polpa dentale.

Quando un paziente si rivolge allo Studio medico odontoiatrico Alberto Motta di Monza per la sensibilità dentale, i nostri specialisti eseguono immediatamente una valutazione odontoiatrica per capire quali sono le sue cause. 

Se hai avvertito una fitta ai denti, chiamaci immediatamente per un appuntamento. Insieme faremo una diagnosi accurata e troveremo la terapia più adatta al tuo problema dentale.  

Cosa significa avere i denti sensibili?

Quando parliamo di denti sensibili, in genere, ci riferiamo all’ipersensibilità dentinale, una condizione con due caratteristiche ben precise:

  • si manifesta con un dolore breve e acuto in risposta a determinati stimoli;
  • il dolore non può essere associato a un’altra patologia dentale.

Il problema è legato soprattutto alla dentina, il tessuto che si trova sotto lo smalto nella corona del dente e sotto il cemento a livello della radice.

La dentina è attraversata da minuscoli canali, chiamati tubuli dentinali, che comunicano con le zone più interne del dente. Se la dentina rimane protetta dallo smalto e dai tessuti gengivali, questi tubuli non vengono direttamente esposti all’ambiente orale. Se invece una parte della dentina diventa scoperta, alcuni stimoli possono provocare dolore.

A livello scientifico, la spiegazione maggiormente accettata è la cosiddetta teoria idrodinamica di Brännström: variazioni di temperatura, pressione o concentrazione dei liquidi possono determinare movimenti del fluido presente nei tubuli dentinali e stimolare le terminazioni nervose presenti nella zona più interna del dente. 

Ecco perché il dolore associato alla dentina esposta può comparire quando il dente entra in contatto con qualcosa di freddo, caldo, dolce o acido, ma anche con correnti d’aria oppure durante lo spazzolamento.

Come riconoscere la sensibilità dentale: sintomi

L’ipersensibilità dentinale di solito si manifesta come una fitta rapida e ben riconoscibile, provocata da uno stimolo preciso. Il dolore può essere intenso, ma normalmente tende a diminuire quando lo stimolo viene eliminato. È proprio questa caratteristica a fare la differenza tra la sensibilità dentale e il mal di denti legato ad altri fattori.

Il freddo è uno degli stimoli che più frequentemente provoca dolore quando la dentina è esposta. Se il dolore compare soltanto durante il contatto con qualcosa di freddo e scompare rapidamente, il quadro può essere compatibile con ipersensibilità dentinale.

Un dente sensibile al freddo, tuttavia, può essere anche il segnale di altre condizioni odontoiatriche. Una carie, un’infiltrazione intorno a un restauro, una frattura o un problema pulpare possono modificare la risposta del dente agli stimoli termici.

Per questo, durante la visita odontoiatrica nello studio dentistico di via Cavallotti, oltre all’intensità, ci soffermiamo su fattori quali la durata e le caratteristiche del dolore.

Chiaramente è fondamentale indagare quando la sensibilità dentale è improvvisa perché potrebbe essere collegata, a seconda del caso, a carie, recessione gengivale, microfratture, problemi di un restauro oppure a un’infiammazione della polpa.

Perché i denti diventano sensibili? Le cause principali

Perché si sviluppi ipersensibilità è generalmente necessario che la dentina diventi esposta e che i tubuli dentinali siano sufficientemente aperti da permettere la trasmissione dello stimolo.

Le cause della sensibilità dentale possono essere diverse: 

  • recessione gengivale;
  • erosione dentale;
  • spazzolamento dei denti errato;
  • usura dentale;
  • bruxismo; 
  • lesioni cervicali non cariose;
  • trattamenti parodontali.

Ricorda che, spesso, il dolore è provocato da più fattori.

Recessione gengivale

La recessione gengivale è una delle condizioni più frequenti in cui si manifesta la sensibilità dentale. Quando la gengiva si ritira, una parte della superficie radicolare del dente rimane scoperta. In questa zona non è presente lo spesso strato di smalto che protegge la corona e la dentina può quindi risultare maggiormente esposta agli stimoli esterni.

Un ampio studio epidemiologico realizzato in sette Paesi europei e pubblicato sul Journal of Dentistry nel 2024 ha rilevato una significativa associazione tra ipersensibilità dentinale, recessione gengivale e usura dentale erosiva.

Erosione dentale

Anche l’erosione dentale può contribuire al problema. Il contatto frequente con sostanze acide può favorire la progressiva perdita di tessuto dentale. Gli acidi possono provenire dall’alimentazione, ad esempio da un consumo molto frequente di alcune bevande e alimenti acidi, oppure avere origine interna, come può avvenire in presenza di reflusso gastroesofageo o episodi ripetuti di vomito.

Ovviamente, non significa che bere occasionalmente una spremuta o consumare un alimento acido renda automaticamente sensibili i denti. Sono soprattutto frequenza dell’esposizione, modalità di consumo e presenza di altri fattori predisponenti a influire sull’usura.

Spazzolamento errato e sbiancamento dentale

Spazzolare i denti in maniera forte o scorretta può aumentare la sensibilità della bocca, soprattutto in associazione ad altri fenomeni abrasivi ed erosivi. Ciò che consigliamo sempre ai pazienti del nostro studio dentistico di Monza è di evitare l’equazione semplicistica secondo cui “spazzolare forte consuma sempre lo smalto”. La comparsa dell’ipersensibilità è generalmente multifattoriale e deve essere valutata dal medico odontoiatra.

Anche lo sbiancamento dentale può determinare un aumento transitorio della sensibilità in alcuni pazienti. In questo caso il fenomeno ha caratteristiche e meccanismi parzialmente differenti dall’ipersensibilità causata da una recessione gengivale. Di solito il fastidio legato ai trattamenti sbiancanti è momentaneo.

Denti sensibili: altre cause

La sensibilità può inoltre presentarsi in associazione a usura dentale, bruxismo, lesioni cervicali non cariose o trattamenti parodontali che lasciano temporaneamente più esposta la superficie radicolare.

Infine, è importante ricordare che ciò che viene percepito come sensibilità potrebbe non essere vera ipersensibilità dentinale.

Come capire la differenza tra denti sensibili o mal di denti? 

La fitta provocata dalla sensibilità dentinale è solitamente breve e collegata direttamente allo stimolo.

Un dolore che compare senza motivo apparente, pulsa, disturba il sonno oppure continua anche quando lo stimolo è cessato può invece avere un’altra origine. Lo stesso vale se il dente fa male mordendo oppure se compaiono gonfiore, cambiamenti della gengiva o dolore particolarmente intenso.

Per fare una diagnosi corretta per la gestione dell’ipersensibilità è necessario eseguire anamnesi, esame clinico e diagnosi differenziale, dopodiché è possibile scegliere il trattamento.

Una precisazione importante riguarda l’uso del termine nevralgia, che indica forme di dolore alle strutture nervose con caratteristiche differenti dal comune dolore odontogeno.

Denti sensibili, cosa fare per ridurre subito il fastidio?

Quando compare la sensibilità dentale, il primo istinto può essere cercare un rimedio immediato. Alcuni accorgimenti possono effettivamente ridurre gli stimoli dolorosi, ma non esiste un’unica soluzione istantanea valida per qualunque causa.

Nell’attesa di andare dal dentista per capire l’origine del problema, può essere utile evitare temporaneamente alimenti e bevande alla temperatura che scatena maggiormente il dolore e limitare esposizioni acide molto frequenti.

Per evitare il dolore, lava i denti con uno spazzolino a setole morbide o medie, senza aumentare la pressione nel tentativo di pulire meglio.

Un dentifricio desensibilizzante o per denti sensibili può essere utile quando il problema è effettivamente rappresentato dall’ipersensibilità dentinale. Va però considerato un trattamento da utilizzare con costanza e non semplicemente come un analgesico da applicare una volta quando compare la fitta.

Come si curano i denti sensibili dal dentista

Il trattamento dipende prima di tutto dalla causa.

Nel nostro studio dentistico, per prima cosa raccogliamo tutte le informazioni sulla comparsa del dolore, sugli stimoli che lo provocano e sulla sua durata. L’esame del cavo orale ci permette quindi di valutare denti, gengive, eventuali recessioni, carie, restauri, lesioni da usura e altri possibili fattori.

Quando il quadro è compatibile con ipersensibilità dentinale, possiamo optare per dei prodotti desensibilizzanti professionali destinati a ridurre la permeabilità della dentina o a proteggere maggiormente le superfici interessate.

Nella maggior parte dei casi, però, è necessario intervenire sulle cause che hanno determinato l’esposizione della dentina.

In caso di lesione cervicale significativa, valutiamo sull’opportunità di restaurare la zona. Se la sensibilità dentale è causata da una recessione gengivale importante analizziamo la condizione dei tessuti parodontali e la sua origine.

Quando il dolore dipende da una carie o da un problema pulpare, naturalmente il trattamento sarà completamente diverso.

È proprio per questo che parlare genericamente di “cura per i denti sensibili” può essere fuorviante: lo stesso sintomo può richiedere percorsi differenti.

Come prevenire la sensibilità dentale?

Una buona prevenzione parte dalla protezione dello smalto, delle superfici radicolari e dei tessuti gengivali.

È importante mantenere un’igiene orale accurata senza utilizzare una forza eccessiva durante lo spazzolamento. Se la gengiva tende a ritirarsi oppure sono presenti segni di abrasione, può essere utile verificare insieme all’odontoiatra o all’igienista dentale la tecnica utilizzata ogni giorno.

Anche le abitudini alimentari possono essere rilevanti. Un consumo molto frequente di bevande o alimenti acidi espone ripetutamente i denti a condizioni che possono favorire l’erosione. Non conta soltanto “cosa” si consuma, quindi, ma anche quanto spesso i denti entrano in contatto con gli acidi.

Se sono presenti bruxismo, usura dentale o recessioni gengivali, questi aspetti dovrebbero essere valutati individualmente.

Prenota la tua visita per i denti sensibili dal dottor Motta 

Se hai una sensibilità occasionale e lieve, potrebbe non essere un problema urgente. Diventa però importante effettuare un controllo quando il sintomo è nuovo, tende a peggiorare o interferisce con l’alimentazione e l’igiene quotidiana.

Ti consigliamo di prenotare la tua visita odontoiatrica nel nostro studio medico dentistico di Monza se:

  • il dolore riguarda soprattutto un singolo dente;
  • compare senza uno stimolo evidente;
  • continua per un certo periodo dopo lo stimolo caldo o freddo;
  • il dente fa male quando mastichi;
  • sono visibili una carie, una rottura o una parte di dente danneggiata;
  • compare gonfiore;
  • i prodotti per la sensibilità non determinano un miglioramento soddisfacente.

La diagnosi dell’ipersensibilità richiede infatti di escludere condizioni in grado di produrre sintomi simili. 

Se avverti sensibilità dentale persistente, improvvisa oppure particolarmente localizzata, chiama subito lo Studio Medico Odontoiatrico Dott. Alberto Motta a Monza per una valutazione. Attraverso la visita clinica e gli eventuali approfondimenti individueremo l’origine del dolore e definiremo il percorso più appropriato per il tuo caso.

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